“Spero di avere accresciuto in
voi la motivazione per aderire a questo progetto con entusiasmo nuovo”.
Con
queste parole il nostro Arcivescovo ha terminato l’incontro di spiritualità con
il folto gruppo di operatori pastorali della nostra diocesi che si sono
ritrovati domenica 10 aprile, nella cornice luminosa e accogliente di Poggio
San Francesco.
Il progetto cui fa riferimento
l’Arcivescovo, ormai credo si sappia, riguarda la rinnovata pastorale della
famiglia in parrocchia.
A
conclusione del corso di formazione per operatori di pastorale familiare che si
è tenuto a Partinico e della giornata di formazione con don Romolo Taddei ad
Altofonte, noi tutti abbiamo sentito la necessità di vivere un momento di
arricchimento spirituale e di ringraziamento al Signore per questo cammino di
comunione che abbiamo scelto di intraprendere insieme al
nostro Arcivescovo.
È un
cammino che interpella, in aggiunta al nostro senso di appartenenza alla chiesa,
la responsabilità di saper prendere decisioni condivise in un periodo storico in
cui per indifferenza spesso deleghiamo ad altri, pochi, questo compito.
Con la nostra
presenza come coppie di sposi abbiamo voluto testimoniare la volontà
di segnare un altro passo in avanti nel nostro percorso d’amore che è
cominciato quando dall’io e tu abbiamo deciso di diventare noi, dal noi di
coppia abbiamo deciso di diventare sposi nel sacramento del matrimonio e di
essere famiglia e oggi dalla piccola comunità domestica sentiamo il bisogno di
deciderci “per la comunità”.
Pensare
al noi vuol dire diventare adulti, crescere è una ricchezza per tutti, crescere insieme è il valore aggiunto che permette di
accogliere con consapevolezza le sfide cui la famiglia deve affrontare oggi.
La
giornata è stata splendida. Il sole più che primaverile e l’entusiasmo della
partecipazione ha visto presenti oltre che tutti i corsisti anche alcune
famiglie di “simpatizzanti” e un bel gruppo di fidanzati che frequentano il
percorso di preparazione al matrimonio delle nostre parrocchie.(vedi foto)
Il
nostro Arcivescovo ha scelto di farci meditare il capitolo 8,8-11 della lettera
di S. Paolo ai Romani, definendolo il “poema dello Spirito Santo”. Il dato di
fatto per S. Paolo, prosegue l’Arcivescovo, è che lo Spirito di Dio abita in
noi e noi aderiamo in Cristo mediante la nostra fede. Se per un verso siamo
esposti alla morte del peccato, in noi è anche lo Spirito di Cristo che ridarà
la vita ai nostri corpi mortali: è il frutto del battesimo che sempre continua
e che è sempre presente. Continuando il commento in chiave sacramentaria,
l’Arcivescovo afferma che il sacramento del matrimonio rappresenta il
perpetuare l’amore di Dio che è Amore amando, cioè Amore in atto che non ha
principio e non ha fine.
Abbiamo poi partecipato alla
celebrazione eucaristica e a conclusione l’Arcivescovo ci ha affidato con la
sua benedizione il compito di avviare e portare avanti il progetto invitando ciascuno
e tutti a sostenerci reciprocamente con grande fiducia in Dio e in noi stessi.