La famiglia è la culla del nuovo umanesimo

Condividiamo sul nostro sito un articolo di Graziella e Mario Talluto pubblicato su GiornOtto del mese di settembre-ottobre 2016.

In occasione del bicentenario della fondazione della diocesi di Caltagirone, mons. Peri, pastore di quella diocesi e delegato regionale dell’ufficio famiglia ha voluto estendere la festa a tutte le famiglie di Sicilia coinvolgendo le diocesi dell’isola. Più di cinquemila persone abbiamo accettato l’invito e ci siamo ritrovati insieme a “far festa alla famiglia con le famiglie” per condividere il tema della giornata: “La famiglia è la culla del nuovo umanesimo”

Al mattino la catechesi guidata da cinque vescovi della CESI, ciascuno dei quali ha presentato uno dei cinque verbi che hanno caratterizzato il recente Convegno Ecclesiale di Firenze. Il nostro gruppo formato da circa 200 persone è stato ospitato dalle parrocchie Madonna della Via di Caltagirone e S. Rocco di Scordia. La nostra gratitudine per la generosa e cordiale accoglienza l’abbiamo espressa col dono di una targa alla prima e con un volume con le musiche liturgiche del M°Ignazio Sgarlata alla seconda.

A tutti è stato dato un gadget: un ventaglio in cartoncino che riportava una frase di Papa Francesco: “Maestra di accoglienza e solidarietà è la famiglia“. Un’accoglienza che abbiamo davvero visto concretizzarsi attraverso tantissime famiglie della diocesi di Caltagirone che hanno aperto le loro case per ospitare quanti sono giunti la sera del sabato. È stato un gesto bello di condivisione che si è esteso sino al pranzo della domenica preparato e offerto da tutte le parrocchie della diocesi di Caltagirone.

I volti erano gioiosi e l’atmosfera profumava di amicizia e di festa specialmente davanti alla bontà dei dolci tipici di quelle terre. Ai giardini pubblici abbiamo ascoltato alcune testimonianze, storie di vita vissuta, di ferite rimarginate alla luce di Cristo. Ha fatto seguito la celebrazione eucaristica presieduta da S. E. Card. Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, con lui i cardinali Francesco Montenegro e Paolo Romeo e tutti i vescovi della Sicilia. Ci si avviava al tramonto e il sole che per tutto il giorno di tanto in tanto faceva capolino ha passato il testimone a “sorella luna” che in un cielo terso ha fatto da sfondo all’opera di Stefania Bruno, artista di Enna, che con la sabbia ha interpretato con rara bravura la storia di una bambina che ha trovato nella famiglia, capace di accogliere la vita, la sua storia d’amore, per fare della sua vita un’opera d’arte ad immagine di Dio.

A conclusione di questo lungo pomeriggio abbiamo assistito al musical sulla vita di Santa Madre Teresa di Calcutta. Una rappresentazione ben fatta che ci ha portato a riflettere sulla missione de “la piccola matita di Dio”: “Non possiamo fare grandi cose su questa terra ma possiamo farle con grande amore.”

Si è fatta sera: altra meraviglia con l’accensione straordinaria della Scalinata di Santa Maria del Monte, 130 metri che con 142 gradini dove per mezzo di 4000 “coppi” pieni di olio d’oliva, si è formata l’immagine del “Buon Pastore”, nell’anno della Misericordia.

Tantissime emozioni ci ha regalato questa giornata di gioia e di festa, che speriamo restino nella vita delle nostre famiglie e si traducano nella capacità di “uscire” verso altri giovani e altre famiglie, di “annunziare” che essere Chiesa è bello se ha i tratti del volto di Cristo; che i valori su cui si fonda la Chiesa sono i pilastri su cui “educarci” per costruire o ricostruire la nostra identità. Ai giovani, noi famiglie dobbiamo consegnare la gioia e la speranza che insieme possiamo “abitare” un futuro migliore, per “costruire un mondo dove nessuno si senta solo” (AL n.321). Vogliamo e dobbiamo “trasfigurare” questo tempo di inquietudine e smarrimento per fare emergere la bellezza che c’è in ogni persona perché “Dio ama la gioia dei suoi figli” (AL n.147).

Graziella e Mario Talluto

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