La bellezza del maschile e del femminile
W le differenze

Sabato 21 marzo presso il palazzo Comunale “Conti Pilo” di Capaci la Dott.ssa Carmela Abbruzzo, Psicologa, Psicoterapeuta e Presidente AIPPC – Sicilia, ha trattato il tema: ”La bellezza del maschile e del Femminile. W le differenze”.UOMO-E-DONNA

Questo incontro è stato voluto fortemente da noi Genitori di Capaci per fare chiarezza su alcuni argomenti fondamentali quali: il concetto antropologico di uomo – donna e l’idea di famiglia su cui è fondata la nostra civiltà, concetti spesso criticati e ridicolizzati dalle comunicazioni di massa che arrecano nel cuore dell’uomo solo disordine e confusione; sulle varie forme ideologiche che affermano che l’uomo è in fondo un “prodotto sociale” e che la realtà “famiglia” non è altro che una “istituzione storica e culturale” destinata a cambiare nel tempo e soprattutto per prendere coscienza di un “costume” che è entrato in tutti gli ambienti della nostra vita che vuole superare la dimensione della natura umana aprendo la strada ad un vero e proprio “relativismo”.

Tutto questo si è potuto realizzare con l’aiuto straordinario del Dott. Mario Trabucco della Torretta, del Circolo:”Voglio la mamma” di Palermo, del dott. Giovanni Saladino e del dott. Mario Piro dell’Associazione “Società domani”. Anche l’Ufficio di Pastorale familiare della diocesi di Monreale ha assicurato la sua presenza.

Sicuramente un grosso contributo siamo stati “noi genitori di Capaci” garantiti nel nostro diritto di “primi educatori” dei nostri figli, dall’art. 2 del primo protocollo addizionale della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, rubricato “Diritto all’istruzione”, che sancisce il principio secondo cui:

lo Stato, nel campo dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche

e, tutelati dall’art.30 della Costituzione italiana che garantisce e tutela

il diritto dei genitori ad educare i propri figli

e dall’art.26, terzo comma, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che attribuisce ai genitori

il diritto di priorità nella scelta di educazione da impartire ai propri figli

e dall’art. 18 della stessa Dichiarazione Universale che garantisce la

libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, i propri valori religiosi nell’educazione

Inoltre nel CM/Rec(2010) del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa si invita espressamente gli Stati membri a

tenere conto del diritto dei genitori di curare l’educazione dei propri figli» nel «predisporre e attuare politiche scolastiche e piani d’azione per promuovere l’uguaglianza e la sicurezza e garantire l’accesso a formazioni adeguate o a supporti e strumenti pedagogici appropriati per combattere la discriminazione

e che nella “Linee di Indirizzo sulla Partecipazione dei Genitori e Corresponsabilità Educativa” diramate dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca il 22 novembre 2012 si è espressamente invocato il diritto dei genitori alla «corresponsabilità educativa».

Certamente un grande cambiamento è in atto nel campo dell’educazione e non solo: si tratta dell’irruzione dell’ideologia “gender”. Come ha definito benissimo la Dott.ssa Carmela Abbruzzo il gender è un’utopia sottile e pervasiva, secondo la quale la differenza tra i due sessi e l’identità maschile e femminile sarebbero solo “costruzioni sociali e storiche” da decostruire e ricostruire. Non conta, secondo tale ipotesi, il sesso che la natura ci ha riservato alla nascita, ma soltanto “cosa” e “come percepiamo”, con il nostro corpo, gli stimoli e gli istinti.

La discriminazione è un puro pretesto. Tale ideologia nega le differenze biologiche dei corpi sessuati e cerca sponde filosofiche e sociologiche che la supportino, per imporre infine un’idea che nega la realtà e per riscrivere tutti i rapporti di identità personale, familiare e sociale sulla base del desiderio contingente e variabile, riclassificato “diritto”.

Questa ideologa vuole decostruire il “modello famiglia naturale” per sostituirla con un modello flessibile conciliante con i desideri dei singoli.

La relatrice ha voluto sottolineare che secondo questa nuova ottica, la rigorosa differenziazione tra uomini e donne non si fonda sulle loro caratteristiche “naturali”, ma è nata da una sedimentazione culturale che, imponendo quei comportamenti – mediante l’educazione e la socializzazione – a soggetti in partenza dotati di una certa identità biologica e morfologica, ha creato l’illusione che essi ne fossero il prodotto necessario.

Secondo la natura le femmine/donne tendono a vestirsi con le gonne, a giocare con le bambole, a preferire il colore rosa, ad essere docili e mansuete; i maschi/uomini tendono a vestirsi con i pantaloni, a giocare con le macchine e le spade, a preferire il colore azzurro, ad essere aggressivi e coraggiosi». Ma se è così, secondo l’ideologia Gender, la “natura” non c’entra, è legittimo che ognuno segua le proprie inclinazioni senza dover rispondere a questi modelli precostituiti.

Il gender si nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione. Ma, in realtà, pone la scure alla radice stessa dell’umano per edificare un transumano in cui l’uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità. Una manipolazione da laboratorio, dove inventori e manipolatori fanno parte di quella governance mondiale che va oltre i governi eletti, e, che spesso rimanda, ad Organizzazioni non governative che, come tali, non esprimono nessuna volontà popolare.

Genitori che leggete questo articolo, volete questo per i vostri figli? Vogliamo questo per i nostri bambini, ragazzi, giovani? Vogliamo che a scuola – fin dall’infanzia – ascoltino e imparino queste cose, così come avviene in altri Paesi d’Europa?

Reagire è doveroso e possibile, basta essere vigili, senza lasciarsi intimidire da nessuno, perché il diritto di educare i figli nessuna autorità scolastica, legge o istituzione politica può pretendere di usurparlo. È necessario pertanto un risveglio della coscienza individuale e collettiva.

Capaci 20 aprile 2015

Noi genitori di Capaci

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